Sabato 25 Luglio 2020 Assemblea regionale. Ore 16 presso il Presidio Noinc Noaero.

Assemblea Regionale

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80 mila mq di nuovo cemento tra Campi e Sesto. E’ questa la “spesa che puo’ cambiare il mondo”?

La Coop apre a Sesto F. il percorso di “informazione e ascolto” per la realizzazione del nuovo negozio nell’Area Ginori.
Come si può leggere qui: https://www.coopfirenze.it/areaginorisestofiorentino
Il Nuovo Negozio che sorgerebbe su un’area attualmente verde va a sostituire quello esistente del Neto di via Leopardi.

E’ assurdo che Coop dismetta un’area esistente e funzionante per costruire una nuova struttura aggravando il problema annoso e sempre piu’ urgente del consumo di suolo con sottrazione di verde urbano.

Coop: E’ ora di cambiare indirizzo non solo a parole !
Non serve ricordare oltre agli abitanti della Piana fi-po-pt la martellante campagna pubblicitaria dai cartelloni alle reti tv passando per i bus e i giornali locali fatta di richiami alla responsabilità ambientale. alla coscienza ecologica, al rispetto degli ecosistemi….

Alla scelta di Sesto si aggiunge la vertenza aperta a Campi dove Coop ipotizza la costruzione di un Nuovo Centro Commerciale sull’area verde di Via Palagetta stralciata dalla Giunta Fossi dallo stesso Parco della Piana.

Amministrazioni e Coop hanno sui nostri territori un rapporto ben noto che affonda radici profonde in una storia importante e grandiosa in cui le lotte per il lavoro, la terra e la dignità si sono coniugate con la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi senza i quali, occorre ricordarlo una volta di più, non c’è vita… prima ancora che ricchezza.

Se Oggi siamo ad una svolta epocale non basterà scriverlo sull’Informatore.

Comincia adesso a Sesto la fase di “informazione e ascolto” ?
Quando tutto è già pronto per i lavori e la variante già approvata ?
Quanti punti servono nella Tessera per poter mettere in discussione certe scelte ?

Le amministrazioni della Piana devono dare un segnale concreto di discontinuità col passato anche a costo di incrinare o rompere vecchi e assodati equilibri.

Nel baratro ci siamo già.
Bisogna uscirne e non succederà credendo ancora di “rilanciare” economie contrapposte alla salute, al clima, all’ambiente.

Diamo all'ambiente una nuova impronta.

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Sabato 27 Giugno 2020 Incontro No Inceneritori No Discariche

Incontro No Inceneritori No Discariche

Incontro No Inceneritori No Discariche

VI INVITIAMO ALL’ INCONTRO REGIONALE DEI MOVIMENTI, DELLE ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI NO INCENERITORI, NO DISCARICHE, VERSO RIFIUTI-ZERO, SU GESTIONE DEI RIFIUTI AMBIENTE E FUTURO PRESSO

L’incontro è volto ad organizzare tutti insieme una mobilitazione regionale a Livorno ed a stendere un documento condiviso per una gestione virtuosa dei rifiuti, nel segno del no agli inceneritori ed alle mega-discariche e verso rifiuti-zero.
La politica di gestione degli scarti in regione Toscana non accenna a cambiare. I vecchi impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani ormai ridotti a 4 (erano 9 all’inizio del 2000) continuano a bruciare risorse e a generare inquinamento. Nel contempo le enormi discariche regionali di Peccioli, di Rosignano e di Podere Rota continuano a costituire una barriera allo sviluppo delle buone pratiche di RD che in Toscana (e soprattutto nell’area fiorentina e del sud della Toscana) sono abbondantemente sotto la media nazionale del 58,2% registrata nel 2018. A dispetto di dichiarazioni retoriche crescono le volumetrie autorizzate per i conferimenti in discarica (vedi Peccioli e Rosignano). Non si vedono cambiamenti concreti per passare dall’era dei rifiuti (indifferenziati) all’era delle risorse (differenziate) e della vera Economia Circolare.
A queste arretratezze si va aggiungendo la minaccia dei tentativi della falsificazione tipica delle “pubbliche relazioni”, che fa passare come “ecosostenibili” modalità di trattamento dei rifiuti non testate industrialmente e fuori dalla logica della economia circolare centrata sul recupero dei materiali, miranti a fornire un ennesimo assist all’industria sporca. È proprio questo il caso della millantata “bioraffineria” ENI di Stagno (Livorno) che Rossi e la Regione Toscana sponsorizzano quale impianto per produrre “carburanti” dai rifiuti, esportati dalla provincia di Firenze, una volta sottoposti ad un inedito processo di gassificazione/catalizzazione e cioè di “riciclo chimico” dissipativo di risorse naturali quali acqua e ben lungi dall’essere stato codificato in un concreto progetto. Ancora una volta si assiste al triste spettacolo di una connessione tra i rischi ambientali, gli sprechi e l’avidità di gruppi di industria sporca e incentivata.
Ci sembra importante mettere in crisi la politica regionale su rifiuti e ambiente e pensiamo possa essere utile farlo proprio puntando il dito contro il progetto di impianto che ENI e le istituzioni locali considerano “il meglio della nuova economia circolare”. Sentiamo il bisogno di rafforzare i legami che tra comitati e associazioni abbiamo costruito in questi anni di vertenze e lotte diffuse sui territori.
Pensiamo che dal basso, indipendenti come sempre siamo stati dai giochi della politica, possiamo “sfruttare” i mesi della campagna elettorale regionale per dare voce a tutte le nostre lotte attraverso una campagna e una prima manifestazione con presidio a Stagno.
È gradita conferma all’incontro ai fini di una migliore organizzazione.

– Zero Waste Italy
– Centro Ricerca Rifiuti Zero
– Coordinamento Rifiuti Zero Livorno
– Ambiente e Futuro
– Mamme no inceneritore di Firenze
– Presidio no inceneritori no aeroporto Firenze
– Collesalviamo l’ambiente
– Coordinamento Comitati per la salute della Piana PO-PT

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Firenze è morta, che viva Fiorenza! Tutto quello che sta intorno all’inchiesta di Report

Il sistema economico Fiorentino basato prevalentemente sul turismo, si mostra in tutta la sua tragica fragilità. L’incapacità e la miopia politica non riuscirà a gestire la crisi generata dal Covid, perché concepisce la città come un insieme complesso di funzioni a servizio di affaristi, speculatori e gruppi di potere ma ha perso completamente di vista che la Città è prima di tutto una comunità di abitanti.

Nella Firenze Disneyland del Rinascimento immaginata da Renzi e Nardella, si è scelto la rendita immobiliare e la svendita del patrimonio pubblico, non regolamentando o favorendo cambi di destinazione, Airbnb e lasciando proliferare ristoranti e localini, per soddisfare i bisogni di un’orda di più di 20 milioni di turisti l’anno, si è scelto il nuovo Aeroporto di Peretola, si è scelto di impostare l’economia cittadina sulle tasse di soggiorno e le addizionali Comunali, con il risultato che la bolla è scoppiata e della Città è rimasto un cartonato, lo sfondo per le foto ricordo dei turisti che non arriveranno quest’anno.

La monocultura del turismo come tutte le monoculture porta con sé due rischi, il crollo della domanda e l’inaridimento dei territori per eccessivo sfruttamento, ecco Firenze vive entrambi questi crolli, una città distrutta e inaridita, una città abbandonata, sterile e capace solo di riprodurre la propria immagine riflessa, nel suo Centro Storico vuoto da quasi 4 mesi si mostra, tolta la cortina fumogena del chiasso dei villeggianti, la distruzione del tessuto sociale e di relazioni, via Calzaiuoli, via Roma, le “strade dei turisti” non sono molto più “vuote” di un anno fa, perché in quelle strade, in quei bar, in quegli spazi, tutto è vuoto, intatto, privo di vita, di storia vissuta, ogni giorno passano facce nuove nessuno col quale ci si possa riconoscere, fermare, parlare e raccontare, da anni mancano abitanti che vivono la città i suoi spazi i suoi punti di ritrovo, i bambini che giocano, mancano le scuole e i giardini; quei pochi rimasti, anziani e persone sole hanno passato la quarantena abbandonate per mesi in palazzi vuoti, senza nessuno attorno per interi isolati, una città spettrale, vuota, sorda e sinistra.

Le casse del Comune sono vuote, le strade e le case del Centro sono vuote, l’esperienza unica, il fascino dei vicoli, i quartieri cool, tutte le categorie dell’immaginario pompato dal marketing palazzinaro e mangereccio, che prometteva di far vivere per qualche giorno i turisti come dei veri residenti, in un luogo dove i residenti non esistono più, rappresentava solo la massima espressione di una pantomima.

Una messinscena per la quale ora arrivano i nodi veri al pettine, i lavoratori che attraversano le cucine e le stanze di albergo da pulire, sono a casa senza stipendi, i ristoranti in fallimento e un marea di immobili residenziali riservati ai turisti tramite le piattaforme digitali come AirBnb, a Firenze se ne contano più di 10mila, si è riversata sul mercato degli affitti, si riconoscono gli annunci, nelle foto si vedono gli asciugamani ripiegati sui letti e tavole apparecchiate, le foto ad effetto usate per abbindolare i turisti, e una triste, miope particolarità, la durata dei contratti proposta ”transitori per 1 anno al massimo”, come a dire pensateci voi che cercate una casa per le vostre famiglie, che avete arrancato per anni per trovare un alloggio decente a prezzi equi, a tappare il buco dei nostri business plan per degli investimenti che stanno andando a picco.

In tutto questo dovrebbero inserirsi le decisioni politiche, comprendere e vivere la complessità, moltiplicando i punti di forza. Come può essere giudicato un politico che non vede altro che il turismo come sviluppo sano della città, e cosa farà dal momento che questa marea di immobili sfitti e invenduti, inonderà il mercato e farà crollare i prezzi, con perdite insostenibili per i piccoli proprietari ma che i grandi gruppi immobiliari aspettano con intrepida pazienza sulle rive dell’Arno, pronti a mangiarsi definitivamente la Città?

Ci domandiamo soprattutto come potranno fare tutto questo gli stessi amministratori politici che hanno sistematicamente ripulito il Centro all’interno delle antiche mura di Firenze (se si esclude la strenua resistenza degli abitanti di San Frediano) dai suoi abitanti e dalle sue botteghe, dove da almeno 1000 anni vivevano e lavoravano i Fiorentini, e l’ha trasformato nel giro di 30 anni, in un enclave dove affaristi e ristoratori la fanno da padrone, un centro commerciale dove non nascono bambini, dove della storia di Firenze sono rimaste solo le costruzioni perché se ti affacci nei vicoli e nei bar, la storia dei Fiorentini, la loro essenza ed identità sono già state irreversibilmente distrutte e perdute.

La città deve essere risanata, come un terreno inquinato e inaridito avrà bisogno di cura e pazienza, due elementi che solo i nuovi abitanti di Firenze potranno mettere in campo per ricostruire la vita e l’identità della Città.

Dai 10mila alloggi Airbnb, agli affitti concordati e alle case popolari, dai ristoranti alle botteghe artigiane, dai turisti mordi e fuggi agli abitanti, alle nuove famiglie di ogni colore e qualunque lingua parlino, i nuovi figli di Firenze!

https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Svenditalia-cac7227e-80e4-4c91-b02b-dfa7760faf3d.html

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Difendiamo ambiente, lavoro e salute col riuso del patrimonio sanitario pubblico

Sosteniamo questo appello per una piana Firenze-Prato-Pistoia che metta davvero al centro la cura delle comunità e degli ambienti di vita.
Firma qui anche tu!
https://www.change.org/p/enrico-rossi-presidente-reg-toscana-appello-per-il-riuso-del-patrimonio-sanitario-pubblico-di-pistoia-abbandonato-in-vendita

L’emergenza Covid-19 ha tragicamente evidenziato tutti i limiti di una cattiva politica tesa ad applicare le logiche di mercato alla gestione del Servizio sanitario pubblico. La tutela della salute è stata subordinata a esigenze di bilancio, non sempre ben motivate e a volte dalla dubbia trasparenza.

L’aziendalizzazione del servizio sanitario ha comportato un preoccupante deterioramento del servizio stesso, reso ancor più evidente dall’attuale crisi epidemica. Ridimensionamento delle strutture sanitarie, chiusure di ospedali e riduzione dei posti letto, contrazione della medicina territoriale di base e della medicina preventiva, esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, precarizzazione e dequalificazione del lavoro sono il risultato di queste politiche disastrose che oggi siamo costretti ad affrontare.
Non dimentichiamo anche i notevoli sprechi amministrativi, nonostante gli annunci di efficienza economica, dovuti al moltiplicarsi delle figure burocratiche e dirigenziali delle Aziende sanitarie e alla gestione degli acquisti, non sempre trasparente e oculata.
La pandemia dovrebbe essere quindi l’occasione per rimettere in discussione le politiche sociali ed economiche sin qui seguite.

A Pistoia abbiamo subìto tutte le varie fasi della privatizzazione e della precarizzazione dei servizi sanitari, a partire dalla costruzione nel 2013 del nuovo ospedale San Jacopo, fortemente contestato sia per la localizzazione a ridosso dell’autostrada che per la realizzazione, poco funzionale e dispendiosa per la collettività.

Gli effetti di questa discutibile operazione sono stati l’abbandono, la demolizione e la vendita del patrimonio sanitario pubblico della città.
Facciamo riferimento al complesso dell’ex Ospedale psichiatrico delle Ville Sbertoli a Collegigliato e ai padiglioni dell’ex Ospedale del Ceppo nel centro storico.

Come sappiamo, in base agli Accordi di programma del 2015 e del 2019 stipulati dalla Regione Toscana, dall’ASL e dal Comune di Pistoia (ultime due amministrazioni), questo ingente patrimonio sanitario pubblico dovrebbe essere sacrificato per recuperare le spese della costruzione del nuovo ospedale, privando così la collettività di strutture essenziali per la tutela della salute e il miglioramento delle generali condizioni di vita.

Noi proponiamo al Presidente Enrico Rossi (Regione Toscana), al dott. Paolo Morello Marchese (ASL Toscana Centro) e al Sindaco del Comune di Pistoia, Alessandro Tomasi, di prendere in considerazioni le mutate condizioni ambientali e sanitarie per revocare la vendita di questo patrimonio pubblico, vera ricchezza della collettività, dei vecchi e nuovi abitanti della città, e di avviare un serio programma di riutilizzo sia per la diffusione dei servizi sanitari territoriali di base che per la realizzazione di residenze pubbliche, per alleviare le sofferenze di coloro che non hanno casa o non riescono a sostenerne i costi, che per individuare un sistema di aree verdi che migliorino la salubrità della città.

In particolare ci riferiamo ai 10 ettari del Parco delle Ville Sbertoli, che potrebbero essere utilizzati per sperimentare pratiche agroecologiche alternative a quelle potenzialmente tossiche diffuse nei vivai pistoiesi.

Finalmente si potrebbe dare attuazione agli esiti del percorso partecipativo del 2009 che prevedono nell’area “funzioni socio – sanitarie, strutture e servizi culturali, centri di formazione, luoghi per lo svago e per il tempo libero, foresteria e ostello, affidandone la gestione a soggetti del terzo settore che abbiano specifiche competenze”.
Nell’area dell’ex Ceppo proponiamo di non procedere oltre le attuali irresponsabili demolizioni (piastra operatoria e complesso del Piloto), di adibire a funzioni sociali e sanitarie l’ex Padiglione Nuove degenze, di cui è prevista la demolizione per un’edificazione discutibile “di tipo residenziale di alto livello qualitativo”, il Padiglione Lazzereschi, in vendita, e l’ex Convento di Santa Maria delle Grazie, da destinare a funzioni pubbliche non ben specificate. Di bonificare l’area risultante dalle demolizioni e di adibirla a Parco Urbano, dagli ampi spazi oggi sempre più necessari, seguendo anche quanto l’originario Piano Cervellati prevedeva per l’ex complesso ospedaliero, facilmente raggiungibile mediante attrezzati percorsi ciclopedonali.

La realizzazione di questo progetto di riappropriazione dei Beni Comuni da parte della collettività non è un’utopia, non si tratta di bei sogni irrealizzabili.
È necessaria una chiara volontà politica che i vari decisori dovrebbero responsabilmente assumere: questi sappiano che i cittadini sono ben attenti alle sorti del proprio ambiente di vita e alla tutela della salute collettiva, non mancano di memoria storica che sapranno sempre tener presente.

È necessaria una disponibilità di fondi che, paradossalmente, proprio durante questa emergenza, non dovrebbe mancare. Le risorse immesse nel sistema economico potrebbero essere utilizzate per creare le occasioni di un rilancio, seppur parziale, delle attività economiche in chiave pubblica ed ecologica.

Questo ingente patrimonio pubblico dovrebbe essere al centro di un Piano di Recupero che segni il passaggio dalle politiche dello sfruttamento e della speculazione a quelle del riequilibrio ambientale e sociale dei luoghi.

Colpa grave è non attuarlo.

Qui l’articolo:
https://www.perunaltracitta.org/2020/05/08/appello-per-il-riuso-del-patrimonio-sanitario-pubblico-di-pistoia-abbandonato-e-in-vendita/

Riuso del patrimonio sanitario pubblico

Riuso del patrimonio sanitario pubblico

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Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai…

ENAC ha fretta e i ministri De Micheli e Speranza eseguono, e Peretola al 4 Maggio è riaperto.

Mentre ancora siamo sconvolti per la mattanza nelle RSA e negli ospedali, dove i dispositivi di sicurezza hanno stentato ad arrivare per mesi e dove ancora si attendono i tamponi, mentre ancora non c’è un piano preciso di intervento sulla disponibilità di tamponi e test sierologici per i molti lavoratori che da lunedì 4 Maggio affollano le fabbriche; ma soprattutto dopo aver rincorso, aggredito, multato e criminalizzato semplici cittadini in spiagge deserte o parchi immensi con droni ed elicotteri.
Ecco che al Vespucci la volpe Carrai sfoggia kit prodigiosi, che dal terminal all’imbarco, prevedono un “triage” con termoscansione, vaporizzazione all’acqua ossigenata, colloquio sullo stato di salute, e supporto psicologico con test sierologico in 12 minuti, e poi via chiuso in un aereo senza distanziamenti con centinaia di persone nello stesso ambiente con aria condizionata.

Dichiara esplicitamente Carrai al Tg3 che l’obbiettivo è dare “la percezione psicologica che il volo sia sicuro”. Il resto dei lavoratori aspettano gli autobus dove si entra in 20 per volta, a scuola non si va fino a settembre, ma Carrai dispone di triage e test sierologici in 12 minuti, per il suo essenziale aeroporto dove si possono avere cose che i comuni cittadini non hanno e dove la sicurezza può anche essere soltanto percepita.

Questo è il programma di una cinica S.P.A. in un territorio dove su tutti gli altri aspetti della vita quotidiana si respira un aria di guerra e di crisi economica. Il cinismo di qualcuno che ha l’assillo di emulare il modello israeliano e citando l’aeroporto di Tel Aviv, ci porta in un paese dal quale in questo momento di pandemia e fragilità dei più deboli, arrivano denunce che la pratica ignobile di sputare sui palestinesi si è sta diffondendo sempre di più, e del moltiplicarsi di aggressioni dei coloni ad abitazioni e terreni palestinesi, nel silenzio legittimante di quel governo.

Il cinismo di chi pur sapendo che la sicurezza sanitaria su un volo è pura utopia, nessuno infatti parla più degli asintomatici, spinge la politica ed Enac a ratificare protocolli di (percezione) sicurezza soltanto per non perdere le compagnie aeree che operano su Firenze, nella convinzione che il mondo sarà ancora quello di prima del CoVid-19.La loro macchina deve tornare a macinare soldi, passeggeri e lavoratori sono solo pedine da usare per i loro interessi.

Il CoVid-19, è un enorme campanello di allarme globale per una crisi climatica che era già insostenibile, l’inquinamento dell’aria vettore del virus e principale causa di malattie respiratorie e cardiovascolari era già al centro della lotta ai distruttori dell’ambiente e usava esattamente le parole d’ordine che ci troviamo ad usare ora: la vita nostra e del pianeta dipende da come ci comportiamo, non possiamo giocare con la natura, usare, sfruttare, inquinare e distruggere il nostro ambiente di vita, non porterà che ad altri e più dannosi squilibri, questo è sotto gli occhi di tutti.
Per questo il mondo non dovrà essere quello di prima anche in riferimento al trasporto aereo, la cui ripartenza viene presa così alla leggera dai suoi gestori, che fanno finta di non sapere che proprio il trasporto aereo è stato il più grande vettore di trasmissione del virus ed ha trasformato una epidemia localizzata in una pandemia globale, ignorare questo fatto, è criminale.

E invece eccoli lì, il Gatto e la Volpe, Renzi e Carrai, ditta specializzata a cui dare le monete che sarà un vero affare, di loro ti puoi fidar… e che si faranno in 4 per te!
Vogliono ricominciare a spargere veleni e far finta che nulla sia successo e che tutto sia come prima..

Contro l’aeroporto e il suo mondo, noi sappiamo che la normalità era il problema!

Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai

Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai

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Giù le mani dai soldi pubblici! Meglio una nuova corsia che una nuova pista!

Dall’incontro virtuale del 27 Aprile tra sindacalisti e Marco Stella di Forza Italia sono emerse idee davvero innovative.
– Dare ancora soldi pubblici alle compagnie aeree private.
– Realizzare il Nuovo Aeroporto di Firenze.

Sul nuovo Aeroporto non c’è mai stata “battaglia politica” perchè le maggiori forze politiche sono da sempre tutte d’accordo a “dirottare” soldi dai servizi pubblici agli interessi dei privati.
Abbiamo visto, al limite, la solita competizione tra sigle e fazioni in cui ognuno cerca di mostrarsi più bravo dell’altro nel portare avanti un progetto talmente infattibile e pieno di rischi che è stato bocciato da ben 2 tribunali.

E per loro sarebbe un traguardo da raggiungere !!!
\- Italia Viva lavora al “Piano Shock” di Renzi per Commissariare dall’alto del Governo tutte le Grandi Opere esautorando abitanti, cittadini e istituzioni locali che hanno vinto i ricorsi.
\\- Rossi e la Regione hanno avviato un nuovo iter autorizzativo il 23 Marzo con l’informativa preliminare della nuova variante al PIT (Piano di Indirizzo Territoriale )
\\\- Tutti giocano la carta “aeroporto” per il palcoscenico elettorale e anche “da destra” Marco Stella ha fatto la sua mossa. Era importante per evitare di dare ragione a chi dice che il CANDIDATO UNICO di destra e sinistra si chiama Eugenio Giani…

Un incontro virtuale e high-tech ma semplice nei contenuti e niente affatto innovativo.
La soluzione proposta è sempre la stessa: USARE I SOLDI PUBBLICI per le GRANDI IMPRESE PRIVATE.

Le argomentazioni sono davvero assurde e incoerenti:
– Da una parte sbraitano per ri-aprire Peretola come se la chiusura fosse stato un dispetto. Dall’altra ammettono una situazione di “stop dei voli” di cui vorrebbero approfittare per aprire i cantieri del nuovo aeroporto.

– Dicono da anni che “Firenze è un destino” del trasporto aereo, che bisogna fare un nuovo aeroporto per forza perchè le compagnie vogliono arrivare tutte qui e non a Pisa. Eppure si insiste per fare accordi commerciali e PAGARE le compagnie affinchè non si dirigano verso altri aeroporti.

Insomma; 150 milioni di euro Pubblici per il nuovo aeroporto di Firenze. Altri e non quantificati Soldi Pubblici per invogliare le compagnie aeree a venirci o restare.

Basta ! In questi anni hanno preso tanto e troppo !

Coi Soldi Pubblici sosteniamo i Lavoratori in crisi.
Tutti. Anche quelli del settore aereo colpito dalla crisi pandemica di Covid-19.
Come chiede anche l’appello internazionale:

#SavePeopleNotPlanes

Coi Soldi pubblici finanziamo la riconversione del lavoro in settori e attività sostenibili per far fronte ad un futuro che tra le poche certezze vede quella della crisi ecologica e climatica.

Coi soldi pubblici Sosteniamo la Sanità Pubblica.

Gli eroi, da noi, non devono per forza avere il mantello e
volare…basta la maschera(ina)

Giù le mani dai soldi pubblici

Giù le mani dai soldi pubblici

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Ogni giorno il Primo Maggio! Non Ripartiremo tutti sulla stessa barca!

La pandemia di Covid 19, ci ha tolto anche la possibilità di organizzare la giornata internazionale di lavoratrici e lavoratori del Primo Maggio. Un momento di festa ma soprattutto di lotta che organizzeremo a fine quarantena per denunciare le problematiche del lavoro urgenti e gravose ma anche l’abuso, nella emergenza da Coronavirus, di Decreti Legge e di Dpcm da parte del Governo Conte, che ha sospeso i fondamenti costituzionali della repubblica parlamentare e sancito una pericolosa deriva autoritaria.

La pandemia ha soprattutto evidenziato il conflitto tra profitto e sicurezza. Confindustria ha esercitato continue pressioni sul Governo per limitare i blocchi produttivi, ha favorito la riapertura in deroga (con autocertificazione ma senza nessun controllo) e adesso freme per la riapertura totale delle aziende. Fretta sostenuta con passione anche dalle istituzioni locali, in particolare dal Sindaco di Firenze, Nardella. Per contro promettono di essere ancora stringenti le misure di limitazione delle libertà personali e civili. Cedere alle pressioni degli industriali mentre perdura un alto rischio di contagio sui posti di lavoro, è segno di come le istituzioni siano subalterne al capitale. La ripartenza del 4 maggio ci lascia perplessi sulle reali possibilità di attuare distanziamenti, fornire Dpi idonei, rimodulare l’organizzazione del lavoro in modo da garantire la sicurezza di chi lavora.

Troppi sono già stati i morti in tutti i settori lavorativi, come nelle Poste, nei Trasporti, nell’Industria, nei Call Center, nei Servizi. Una mattanza che ha colpito con ferocia la Sanità, sia nel comparto ospedaliero che territoriale, sia nelle residenze protette per anziani e disabili, dove sono caduti in centinaia tra medici, infermieri, tecnici e lavoratori degli appalti spesso stranieri e a basso reddito, alla faccia delle ipocrite celebrazioni degli “eroi” di questi giorni. Una strage colpevole, come dimostra la ridicola equiparazione, nel decreto governativo “Cura Italia”, delle mascherine chirurgiche a DPI (Dispositivi di Protezione Individuale per i lavoratori), regole condivise e ribadite in Toscana anche con le ultime ordinanze del Presidente del Consiglio Regionale, Rossi.

Tale carenza di sicurezza per chi lavora ha generato una ondata di proteste e di scioperi in tutta Italia, che sono stati ostacolati e bloccati dal Governo; un vile attacco al diritto di sciopero che non sarà dimenticato. Inoltre sia prima che durante l’emergenza sono stati copiosi, anche in Toscana, i soprusi contro i diritti dei lavoratori, basti pensare alle vertenze Bekaert, Piaggio, Panorama, dove il cinismo delle multinazionali umilia il futuro di centinaia di persone ma anche a episodi emblematici come il licenziamento arbitrario di tre giovani lavoratori dalla cioccolatiera Venchi di Firenze, come la mancata riassunzione di apprendisti in Trenitalia, come i licenziamenti repressivi del Panificio Toscano a Prato, come l’ignobile licenziamento da parte di Ati (cooperativa in appalto di Alia) di un lavoratore della igiene ambientale che aveva denunciato la insufficienza di DPI nella pandemia, come alla condizione di sfruttamento di migliaia di lavoratori impiegati nel sistema degli appalti e subappalti con stipendi da fame.

Si aggiunge la vasta platea dei precari di cui fanno parte spesso anche partite iva e artigiani e la massa di disoccupati, ormai drammaticamente ampia anche nel sistema economico toscano. Inoltre fra le fasce meno abbienti sono tante le persone senza residenza che rischiano la vita perché, per effetto della normativa attuale, non possono accedere al medico di base né a nessuna forma di sostegno o aiuto economico dalle istituzioni. Una condizione grave che rischia il collasso con la sofferenza di settori portanti della economia regionale come il commercio e il turismo. Sono pertanto urgenti misure di contenimento del dramma sociale, come la cassa integrazione al 100% del salario e il reddito di quarantena di 1.200 euro per chi è senza stipendio; ammortizzatori sociali ben più significativi delle elemosine previste da Governo, peraltro soggette al filtro burocratico dei Comuni. Vergognosa è inoltre la decisione del governo Conte di continuare a produrre aerei da guerra F-35, il cui costo singolo è pari a 7.113 respiratori polmonari.

In ogni modo le misure emergenziali dovranno lasciare poi il passo a un discussione ampia sui modelli economici e sulla distribuzione della ricchezza e del lavoro, unica vera soluzione alle iniquità del sistema.

È necessario colpire i grandi patrimoni e parallelamente ridurre l’orario di lavoro a parità di stipendio (lavorare meno per lavorare tutti). Rileviamo anche l’aggravamento dell’emergenza abitativa, già drammatica nella nostra Regione e che diviene insostenibile con la crisi economica, soprattutto se riprenderà la cinica esecuzione degli sfratti, che hanno colpito duramente, nei mesi precedenti all’emergenza, anche famiglie disagiate o momentaneamente insolventi, per questo ci batteremo per una moratoria a tempo indeterminato degli sfratti per gli indigenti e i morosi incolpevoli. Va sottolineato che sono tante le iniziative importanti che in questa primavera non hanno avuto luogo a causa dei decreti di quarantena: L’8 Marzo come emblema delle parità di genere anche sul posto di lavoro, della denuncia della violenza sulle donne e del patriarcato, il 25 Aprile come celebrazione della resistenza antifascista e della liberazione dal nazi-fascismo, le manifestazioni per la tutela del territorio, in particolare contro Inceneritore, Aeroporto e TAV, quelle studentesche del Fridays for futures, per la tutela dell’ambiente e del clima.

Sono inoltre state rimandate diverse iniziative contro le guerre imperialiste, che non si sono affatto fermate per la pandemia e che continuano a massacrare milioni di innocenti nel mondo. Il Primo Maggio è per noi sintesi di tutto questo, come presa di coscienza e lotta contro un sistema capitalista brutale e vigliacco, con il suo carico di privatizzazioni, tagli ai servizi e sfruttamento selvaggio di risorse e persone. Per questo come Assemblea Unitaria per il Primo Maggio a Firenze, che riunisce i sindacati di base di Firenze e molte organizzazioni politiche e sociali della città, ci impegneremo per organizzare, con la massima sicurezza, un percorso di mobilitazione unitario che riunisca le vertenze del lavoro con quelle ambientaliste, quelle femministe, quelle contro la guerra, per la autodeterminazione, la libertà e i diritti dei popoli, quelle antifasciste, quelle in difesa dei beni comuni, quelle per il diritto alla casa e all’abitare, quelle per il diritto alla istruzione e per qualità e universalità della scuola, per la tutela del territorio, in particolare contro Inceneritori, Discariche, Aeroporti e TAV.

Nondimeno controlleremo con accuratezza le reali tutele per lavoratrici e lavoratori e ci difenderemo con azioni di lotta sindacale e scioperi, rivendicando il diritto al lavoro sicuro, alla salute e ad una sanità pubblica ed efficiente.
Una battaglia che abbiamo iniziato in modo coeso e solidale e che proseguirà con determinazione, perché per noi ogni giorno è il Primo Maggio.

26/04/2020 Assemblea Unitaria per il Primo Maggio a Firenze

ADESIONI: Cobas Firenze, Cub Firenze, Usb Firenze, Usi Cit Firenze, Cobas Sanita Universita Ricerca, Collettivo Politico 13 Rosso, Presidio No Inceneritori No Aereoporto, Assemblea Beni Comuni/Diritti, Comitato San Salvi Chi Puo, Cantiere sociale Camilo Cienfuegos, Comitato provinciale Firenze Pmli, Collettivo di Unita Anticapitalista Firenze, Movimento di Lotta per la Casa di Firenze, Fronte di Lotta No Austerity, Fondo Comunista Firenze, Unione Inquilini Firenze, Ateneo Libertario, Partito della Rifondazione Comunista Firenze, Comitato No Tunnel Tav Firenze, Rete Antisfratto Fiorentina, Collettivo Bujanov.

Primo Maggio

Primo Maggio

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Meno voli e piu’ aeroporti? Meglio una nuova corsia di una nuova pista!

“Distanziamento sociale” e “restrizioni” sulla frequenza e la distanza degli spostamenti ci accompagneranno per un periodo medio-lungo ed è lecito aspettarsi che tutto questo si rifletterà sul trasporto aereo come vettore di mobilità internazionale ed a lungo raggio.

Molti non potranno o non vorranno spostarsi. Tutte le compagnie dovranno rispettare standard sanitari e misure anti-contagio la cui applicazione sarà costosa. Osservatori e analisti del settore sembrano tutti d’accordo su un dato: il trasporto aereo cambierà radicalmente. Si attende un notevole aumento del costo dei biglietti con conseguente e significativa riduzione dei passeggeri e dei voli.
Volare costerà di più e continueranno a farlo solo coloro che possono permetterselo.
Come succede ogni volta che c’è una “selezione” in base al reddito ed alla capacità di spesa.

E’ accettabile un futuro con meno voli e più aeroporti?
In assenza delle prospettive di crescita tanto sperate a chi serve il nuovo aeroporto a Firenze ?
Sono davvero utili i sacrifici ambientali e le comprovate difficoltà urbanistiche per realizzare una pista di 2400m ?
Ci hanno detto tante volte che l’aeroporto di Pisa non poteva accogliere il traffico di Firenze con le sue prospettive di crescita… che ne è adesso ?

Qual’e’ la “fase 2” del trasporto aereo in Toscana ?
Mentre a Pisa diminuiscono i voli su una pista efficiente e col vantaggio del mare si spendono 150 Milioni di euro pubblici per fare un Nuovo Aeroporto a Firenze?
Si continuano ad usare “a regime ridotto” sia Pisa che Firenze mentre si prosegue la vertenza legale e l’iter autorizzativo per il nuovo firenze ?

Siamo convinti che le risposte siano semplici ed evidenti.
Occorre far prevalere le ragioni della razionalità trasportistica, della salute e dell’ambiente su quelle del mercato e orientarsi con decisione e coraggio verso il futuro.

Chiudiamo Peretola. Usiamo l’aeroporto di Pisa per ciò che resta e resterà. Facciamo rinascere i borghi sorvolati. Realizziamo il parco della Piana.

Mettiamo concretamente nell’agenda del movimento e di forze politiche lungimiranti la tutela dell’ occupazione esistente e la creazione di nuovo lavoro e attività per una conversione ecologica delle relazioni
economiche e sociali che in migliaia sosteniamo da anni con le nostre mobilitazioni, lotte, proposte

Nella mega-macchina delle Grandi Opere in Italia si sono letteralmente bruciate enormi quantità di denaro pubblico con danni ambientali irreversibili e ricadute occupazionali del tutto discutibili.
Denaro che se avesse sostenuto la sanità avrebbe evitato molta della morte e della sofferenza di questi mesi.

Meglio una nuova corsia di una nuova pista

Meglio una nuova corsia di una nuova pista

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Domenica 23 Gennaio 2020 Festeggiamo la Vittoria No Aeroporto! Puliamo il Parco!

Festeggiamo la Vittoria No Aeroporto! Puliamo il Parco!

Festeggiamo la Vittoria No Aeroporto! Puliamo il Parco!

Ci vediamo Domenica alle:
ore 10.00 Ritrovo al PRESIDIO NOINC-NOAERO
e dalle
ore 11.30 VISITA GUIDATA ALLA NUOVA CASSA D’ESPANSIONE DI PADULE, ALL’OASI DELLA QUERCIOLA CON GLI AMICI DEL PARCO DELLA PIANA ED IL CIRCOLO DI LEGAMBIENTE DI SESTO FIORENTINO.
Durante la passeggiata controlleremo come sempre la situazione degli scarichi abusivi di rifiuti e daremo una pulita lungo tutta la Ciclabile Contro le Nocività.

Torniamo al Presidio passando per il sentiero dagli amici degli orti del Pantano, per un pranzo a sacco condiviso e per FESTEGGIARE insieme questa prima grande vittoria contro l’aeroporto!

Per tutta la camminata ci accompagnerà la Banda dei Fiati Sprecati!

FERMARLI E’ POSSIBILE E LO ABBIAMO DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA!

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