Unvisifafare: Qthermo ci riprova… noi ci riusciremo!

memeauguri

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Condividiamo il comunicato de “le Mamme” sul subdolo tentativo di QThermo di ottenere, col favore della Regione, le autorizzazioni per la costruzione dell’Inceneritore.
Su Firenze e l’intera area metropolitana della Piana pendono ancora i megaprogetti contro cui, in questi anni, si è sollevato un ampio movimento popolare in difesa della salute, dell’ambiente e dei diritti sociali che verrebbero “bruciati” drenando dalle casse pubbliche la maggior parte dei fondi necessari alla costruzione, alla gestione, alle compensazioni, di Inceneritore-Nuovo Aeroporto-Tunnel Tav.
Mentre il mangnate di Toscana Aeroporti viene perquisito in Argentina e i vertici delle società appaltatrici per la realizzazione della TAV fiorentina restano sotto inchiesta non stupisce se anche gli inceneritoristi del Gruppo Hera nascondano dietro alla società QThermo pubblico-privata la loro sete di profitti.
Far passare per “bene comune” gli interessi dell’elite è un “numero di magia” che riesce sempre meno e, forse anche per questo, scelgono spesso di lavorare in silenzio fuori dal dibattito pubblico, contando su quelle relazioni tra politica e imprenditoria che hanno portato il pianeta al collasso e impoverito le classi popolari.

Non ci faremo ingannare.
Buon 2019 di Lotte per le Alternative.

da “le mamme”
Il Comune di FIRENZE vuole l’INCENERITORE
in regalo dalla REGIONE… ma senza ALBERI!!!

Il Comune di Firenze, tramite Qthermo, cerca di aggirare le leggi, le regole e le sentenze pur di spingere la Regione a dare il via alla costruzione dell’inceneritore di Firenze!!!
Zitti zitti, alla chetichella, i signori della società Qthermo, detenuta a maggioranza da Alia (e quindi principalmente dal Comune di Firenze), provano sotto Natale a chiedere un regalo alla Regione Toscana.

Abbiamo appreso che il 21 Novembre Qthermo ha infatti richiesto alla Regione Toscana di rinnovare l’Autorizzazione Unica a costruire l’inceneritore di Firenze (annullata dalle sentenza dal TAR e dal Consiglio di Stato), tralasciando la questione dei Boschi della Piana.

Avete letto bene, Qthermo ha chiesto alla Regione Toscana di rinnovare l’Autorizzazione Unica “solo nella parte in cui non ha previsto alcuna prescrizione in ordine alla realizzazione delle opere di mitigazione”. Nella stessa richiesta Qthermo afferma anche che “non intende prestare acquiescenza alla decisione del Consiglio di Stato n. 3109/2018”.

In poche parole Qthermo chiede alla Regione di non tenere di conto della sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato l’Autorizzazione Unica, e spinge per il rinnovo della stessa escludendo proprio la parte “incriminata” che, a detta loro, sarebbe in qualche modo compresa nel Master Plan dell’Aeroporto di Firenze.

Chiedono quindi il regalo senza doverlo mettere sotto l’albero, o meglio sotto gli alberi: quelli che non sono mai stati piantati e che dovevano servire, secondo le prescrizioni della stessa autorizzazione, a mitigare gli effetti dell’inquinamento prodotto dall’inceneritore e in generale a ripulire l’aria inquinata dell’area metropolitana. Eh sì, perché come vien fuori da ultimo rapporto Ispra sulla Qualità dell’ambiente urbano la città metropolitana fiorentina nel 2017 è stata seconda solo a quella di Torino per sforamenti sul biossido di azoto e presenta notevoli criticità anche sulle polveri sottili!

Il problema dell’inquinamento atmosferico, fin qui abbondantemente sottovalutato dall’amministrazione fiorentina e metropolitana, è serio. L’ultimo studio europeo, commissionato dall’Agenzia Europea dell’ambiente e dal tiolo “Air Quality in Europe 2018”, ha stimato quasi 500.000 morti premature nei 28 Paesi Europei nel solo anno 2015 e l’Italia è prima in questa triste classifica, con 60.600 morti premature dovute a polveri sottili (PM2.5) e 20.500 morti dovute a biossido di azoto (NO2) nel solo 2015. Nello stesso anno, giusto per fare un raffronto, si sono avute in Italia 3.419 vittime per incidenti stradali.

Il problema è il traffico, ma anche l’industria; gli impianti di incenerimento ad esempio sono grandi produttori di biossido di azoto e anche di polveri, spesso arricchite con metalli pesanti (in questi impianti si bruciano rifiuti indifferenziati e quindi miscele di combustibili eterogenee la cui natura non è di fatto controllata in ingresso).

Per quanto riguarda i Boschi della Piana, il Comune di Firenze, tramite la sua società controllata Qthermo, continua a sostenere che tale intervento disinquinante è previsto nel Master Plan del nuovo aeroporto, fregandosene altamente della sentenza del Consiglio di Stato n 3109/2018 in cui in ben 10 pagine si parlava dei Boschi per il miglioramento della qualità dell’aria e si sosteneva anche che:

“La realizzazione del termovalorizzatore e l’ampliamento dell’aeroporto costituiscono progetti differenti e afferiscono a procedimenti amministrativi autonomi e distinti, sicché le misure di mitigazione previste nell’ambito del procedimento per la realizzazione del termovalorizzatore non potevano sovrapporsi con quelle concernenti il progettato ampliamento dell’aeroporto, non potendo negarsi logicamente, ancor prima che giuridicamente, che in tale modo l’efficacia di tali misure sarebbe stata notevolmente depotenziata e incapace di raggiungere quegli stessi obiettivi per i quali erano state previste.”

La domanda delle domande ora è: il presidente Enrico Rossi si vestirà da Babbo Natale e accetterà la letterina con la richiesta di dono del sindaco metropolitano Dario Nardella? Oppure vorrà finalmente mettere mano alla programmazione territoriale e chiudere definitivamente la questione dell’inceneritore, eliminandolo dal Piano Rifiuti, rilanciare con forza la Raccolta Differenziata in cui ancor oggi la Toscana risulta al di sotto della media nazionale e trovare soluzioni serie per risolvere il grandissimo problema dell’inquinamento dell’aria nell’area metropolitana fiorentina?

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8 Dicembre sui terreni e al presidio per il Parco della Piana Contro Grandi Opere e Nocività “La Valle è ovunque!”

Anche qui si è svolta la giornata internazionale contro le grandi opere inutili e sui cambiamenti climatici: 150-200 persone hanno partecitato alla giornata cominciata con la camminata dal Polo Scientifico di Sesto all’Oasi di ValdiRose fino al Lago di Peretola e proseguita al Presidio No inceneritori-No aeroporto dove si è svolto un pranzo collettivo con polenta e prodotti genuini. Nel pomeriggio l’assemblea si è collegata con la grande manifestazione NoTav di Torino. Una bella giornata che ha visto protagonisti comitati, movimenti, studenti e abitanti: erano presenti il Presidio di via dell’Osmannoro, il Comitato Campigiano No aeroporto, il Comitato NotunnelTav, l’esperienza di Mondeggi e Genuino Clandestino, vari collettivi studenteschi, perunaltracittà, WWF, Italia Nostra e la banda musicale della “Leggera” che ha vivacizzato l’iniziativa con canti e musiche popolari.

Tutti hanno ribadito la netta opposizione ai progetti del nuovo aeroporto, ai tunnel Tav sotto Firenze ed a qualsiasi ipotesi di inceneritore, che in nome degli interessi di pochi stravolgerebbero ancor più l’assetto del territorio ed è stata riproposta con forza la concretezza delle alternative a tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni, checchè ne dica Nardella, Rossi e il PD con tutti gli interessi forti che ci stanno dietro.

Molti non avevano mai visto il lago di Peretola, una bella oasi naturale che ben testimonia le aree umide della piana, un lago dove dovrebbe passare la nuova pista e che si vorrebbe spostare nel comune di Signa con la logica delle compensazioni: il sindaco Cristianini accetta il lago in territorio signese in cambio dell’impegno a realizzare la bretellina Indicatore-Signa-Lastra a Signa. Occorre denunciare questa vera e propria prostituzione urbanistica, che nei fatti consentirebbe la realizzazione del nuovo aeroporto.

La bella notizia di 70.000 persone in piazza a Torino per dire No alla Tav, le manifestazioni in Puglia e Sicilia ci confermano la centralità della mobilitazione popolare e ci spinge a rafforzare la partecipazione e l’autoorganizzazione degli abitanti contro le grandi opere, collegando le diverse esperienze di lotta. Il presidio e l’uso collettivo e civico dei terreni di via dell’Osmannoro rappresentano un contributo importante di aggregazione, lotta ed elaborazione per il Parco della Piana e per un diverso assetto del territorio, da sostenere con il contributo di tutti e tutte. UNVISIFAFARE, SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE!

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Aeroporto: a Signa un brutto scambio politico fenicotteri pronti allo sfratto?

A Signa il Sindaco Cristianini (PD) e la maggioranza PD del Consiglio Comunale hanno approvato lo spostamento in territorio signese del Lago di Peretola, una condizione necessaria per realizzare il nuovo aeroporto di Firenze, come richiesto dalla Regione Toscana e da Toscana Aeroporti, in vista della prossima Conferenza dei Servizi. Hanno votato contro il M5S, Sinistra per Signa e LeU, un astenuto di Forza Italia, che ha però apprezzato il “realismo” del sindaco.
Con la realizzazione del “laghetto”, il Comune di Signa accetta di fatto (o comunque rinuncia ad ostacolare) il devastante progetto della nuova pista (nonostante il suo ricorso al TAR) in cambio di garanzie, o meglio di promesse prive di copertura economica, per la realizzazione della “bretellina” da Lastra a Signa a Indicatore, un’opera dovuta e sicuramente necessaria, richiesta da almeno 50 anni dalla popolazione per risolvere i gravi problemi di inquinamento e congestione da traffico, causati dalla strettoia di via Roma, Ponte a Signa e via Livornese.
Occorre inoltre far presente che la nuova collocazione del “laghetto” (presentata come opera di “mitigazione ambientale”, un’opera da tenere distinta, secondo il sindaco, dalla discussione sull’aeroporto!) interferisce con i tracciati di “bretellina”, finora elaborati, spostandola vicino all’abitato di San Mauro a Signa.
Il sindaco Cristianini vuol “passare alla storia” con questa brutta operazione politica, targata PD, Enrico Rossi, Toscana Aeroporti e ENAC, un’operazione subalterna e poco lungimirante che si aggiunge alle tante vicende delle cosiddette “compensazioni” con cui i promotori delle grandi opere inutili e dannose acquisiscono con mille ricatti il via libera degli Enti Locali. Servizi e opere necessarie, come asili, scuole, viabilità locale (come in questo caso la “bretellina”), a cui le popolazioni avrebbero comunque diritto, vengono scambiate per imporre strutture inutili e dannose, funzionali ai grossi interessi economici, come TAV, inceneritori, autostrade, aeroporti..
Al Sindaco Cristianini diciamo che la sua scelta non fermerà la lotta degli abitanti e dei movimenti contro l’aeroporto, contro tutte le nocività, per il Parco della Piana e per una diversa mobilità!

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Domenica 8 Dicembre 2018 Si parco! No aeroporto, cemernto, nocività! Una giornata al parco e al presidio!

Si parco! No aeroporto, cemernto, nocività!

Si parco! No aeroporto, cemernto, nocività!

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Sabato 27 Ottobre 2018 SMS Peretola un incontro, molti argomenti, tante sfide!

Sabato 27 ottobre si è svolto un primo incontro dei comitati di abitanti impegnati nella lotta contro le nocività degli impianti e del traffico aeroportuali.
Erano presenti per l’area fiorentina il Presidio No inceneritore No aeroporto e il Comitato No aeroporto di Campi Bisenzio e inoltre i Comitati di Bergamo, di Ciampino e Napoli in collegamento skype. Sono stati molti e molto interessanti gli elementi emersi dal confronto.
– Il sistema del trasporto aereo ha un pesante impatto ambientale sia in termini di inquinamento acustico sia in termini, ancora più gravi e sottovalutati, di inquinamento atmosferico. Questo impatto da un lato colpisce gravemente le popolazioni che vivono in prossimità degli
aeroporti, dall’altro contribuisce in modo rilevante ai processi in corso di cambiamento climatico e surriscaldamento globale che mettono in pericolo la vita stessa del pianeta.
-La logica che oggi guida lo sviluppo e la pianificazione di questo settore economico è esclusivamente quella della massimizzazione dei profitti per le compagnie aeree e per i gestori degli aeroporti. Anche
le istituzioni pubbliche, in Italia come altrove, portano avanti scelte che mirano a favorire solo quei profitti contro gli interessi della collettività. Per esempio regalando decine di milioni di euro di incentivi alle compagnie aeree, tolti alla spesa pubblica; le cossiddette “politiche di co-marketing” con cui vengono finanziate le compagnie low-cost per attrarle verso l’uno o l’altro aeroporto.

– Come abitanti e comitati riteniamo che l’unica strada razionale e accettabile da seguire sia quella di dimensionare gli impianti aeroportuali e il trasporto aereo nel suo complesso in modo che siano compatibili con la tutela della vita e della salute delle popolazioni più direttamente esposte e con la necessità immediata di fermare il surriscaldamento globale.
E’ stato evidenziato come in particolare in Italia sia le normative sia i soggetti preposti alla tutela degli abitanti siano totalmente inadeguati. Per esempio tra i fattori di compatibilità di un aeroporto con le popolazioni limitrofe è preso in considerazione solo il rumore e non l’inquinamento atmosferico che pure è altrettanto o più pericoloso.

– Inoltre tutte le funzioni di controllo e regolamentazione sono concentrate nelle mani di ENAC che si trova così a svolgere il ruolo di controllore e di controllato, mentre è urgente spostare i poteri di controllo ambientale sugli aeroporti a soggetti terzi e imparziali.

Per tutto questo non possiamo pensare di delegare alle istituzioni la tutela della nostra salute ma è fondamentale che gli abitanti si autorganizzino dal basso per lottare e imporre i propri diritti. E’ stata assunta l’importanza di dare continuità a un lavoro di condivisione e scambio di informazioni e di esperienze tra tutti i comitati in funzione di un rafforzamento reciproco. E’ stata affermata
la necessità di lottare sempre in un’ottica di unità e di solidarietà rifiutando assolutamente come inaccettabile e anche miope e inefficace qualunque ipotesi che una comunità possa liberarsi delle nocività che sta subendo, scaricandole su altre comunità più o meno vicine.

– Proseguiremo il lavoro di analisi e di confronto nei prossimi mesi e invitiamo tutt@ coloro che vivono, studiano e/o lavorano in zone attualmente sorvolate a partecipare al progetto di citizen science NOISECAP per monitorare dal basso il rumore dei passaggi aerei.

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Sabato 27 Ottobre 2018 Aeroporti basta subirli!

Aeroporti basta subirli

Aeroporti basta subirli

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STOP all’inceneritore di Scarlino!

Martedì prox 25 settembre ore 15 in Consiglio Regionale saremo anche noi presenti a chiedere di annullare in autotutela l’autorizzazione a Scarlino Energia a bruciare rifiuti urbani e speciali.

Basta leggersi gli allegati alle mozioni per comprendere l’inadeguatezza dell’impianto e il contesto ambientale (aria,acqua,suolo) già molto critico per la presenza di industrie chimiche con montagne di rifiuti di processo.

Non ci risulta sia mai stato fatto uno studio epidemiologico sui cittadini residenti di Scarlino e Follonica e pertanto il principio di precauzione impone, a tutela della salute dei cittadini, lo STOP a qualunque nuova industria inquinante.

Ricordiamo che laddove è stato fatto lo studio , ad esempio su inceneritore di Arezzo e Pisa, si è riscontrato un eccesso di tumori, malattie e decessi associabili alla fonte inceneritore,

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Toscana aeroporti scava con quale diritto? Il futuro e’ il parco!

Mentre i riflettori sono puntati sulla Conferenza dei Serivizi, aperta Venerdi 7 a Roma, nella piana scavano. Ancora ruspe, benne, reti e nastri sui terreni minacciati. Toscana Aeroporti affida i lavori con procedura d’urgenza il 5 di Settembre, 2 giorni prima della Conferenza. Perchè tanta fretta ? E’ forse un ennesimo tentativo di condizionare le scelte politiche ? Il dubbio è più che legittimo visto lo spregio di norme e regolamenti grazie a cui continua a lavorare l’aeroporto attuale.
302Mila euro di scavi “investiti” come mezzo per forzare le procedure a proprio favore? Non sarebbe la prima volta ricordando le trivellazioni della scorsa estate contestate come abitanti.

Sono state aperte diverse trincee nella zona dell’Oasi della Querciola, del sovrappasso autostradale e altre località con l’obiettivo dichiarato di esguire
“saggi archeologici, servizio di pulizia superficiale taglio vegetazione, bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici”

E’ urgente e importante condividere queste informazioni nella consapevolezza che la difesa dell’ambiente e delle risorse collettive passa anche dalla sorveglianza popolare sui territori, dalla circolazione delle informazioni e dalle relazione tra gli abitanti.

Hanno scavato e scaveranno ancora. Troveranno resti dell’antica CAMARS etrusca ? insediamenti della civiltà Villanoviana ? mura romane ? chissà…
Quello che non troveranno è la nostra rassegnazione ai loro progetti di cemento, speculazione, devastazione ambientale e precarietà travestita da lavoro sicuro.

Il futuro di Firenze e della sua area metropolitana non passa dalla costruzione di un nuovo Aeroporto Intercontinentale ma dalla realizzazione del Parco Agricolo della Piana per difendere l’ambiente, sviluppare nuove economie sostenibili, rivitalizzare le relazioni sociali tra gli abitanti.
Abbiamo già cominciato!
Lunedi 10 Set. 21.15 Assemblea al Presidio

Inceneritore e Aeroporto; stessi nemici stessa fine!
Tocca a Tutt* noi

Scavano con quale diritto?

Scavano con quale diritto?

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Evitare la morte ecologica di Firenze

APPELLO ai partecipanti alla CONFERENZA DEI SERVIZI per il Nuovo Aeroporto convocata il 7 Settembre 2018 al Ministero delle Infrastrutture a Roma

Signori/e, una grande responsabilità vi coinvolge:
EVITARE LA MORTE AMBIENTALE E ECOLOGICA di Firenze e delle altre città della ‘Conca’ che dall’ Apparita si svolge fino alla sella di Serravalle pistoiese, e in fin dei conti anche una loro irreversibile malattia ECONOMICA E CIVICA se si guarda non solo al presente ma al medio-lungo periodo. Approvare l’aeroporto sarebbe un atto letale nei confronti delle città e dell’ ecosistema, il quale potrebbe viceversa essere l’unico elemento ancora capace di salvare l’intero insediamento umano, per il tempo attuale e per il futuro.
L ‘ idea che l’ Aeroporto e le sue aree di competenza facciano parte di un più vasto ecosistema – fondamentale per la sopravvivenza delle persone, del territorio e delle relazioni paesaggistiche – e che la costruzione dell’Aeroporto distruggerebbe completamente, irrimediabilmente e in maniera letale – non compare nel dibattito pubblico e tantomeno nel Masterplan, nel quale il concetto di ecosistema è totalmente ignorato, e dove ci si perde in progetti non richiesti sulle aree di “compensazione” invadendo ambiti di programmazione di competenza dei Comuni e dei loro abitanti; progetti che non saneranno mai la perdita del polo centrale dell’ecosistema stesso, e dell’intera sua natura di “sistema”, ecologico ed economico.
Soltanto l’ UNESCO – Commissione Patrimonio Mondiale – prende in considerazione l’ ecosistema nella decisione ( luglio 2015) di approvare una ampia BUFFER ZONE, costituita dalle colline e dalla pianura verso Prato, quale adeguato strumento di gestione per un ulteriore tutela della città di Firenze, patrimonio dell’ umanità, e contemporaneamente della Piana e del Parco agricolo che “ costituiscono il sistema di relazioni da preservare e valorizzare” per il futuro delle generazioni umane e non umane che ci vivono e che ci vivranno.
L’ Ecosistema della ‘Conca’ – il bacino intermontano del medio Valdarno che si struttura dai monti a nord ( Appennino pistoiese, colline montalesi, Monteferrato, Calvana, Morello, di Fiesole) al pedecolle, alla pianura, all’Arno, al Montalbano e ai popolosi centri abitati fino a Prato e a Pistoia – ed in particolare il suo centro nella Piana, con il sistema di acque superficiali e sotterranee, di bonifiche e della centuriazione, di zone umide ( stagni di Focognano, di Val di Rose, Lago di Peretola), di aree naturali protette (Monteferrato, Calvana), nonostante tutto è ancora il cuore ecologico dell’intero sistema, il cuore verde della Città Metropolitana, anche se è sempre stato considerato il ‘retro’, il ‘selvatico’ del territorio urbano.
Senza questa sua capacità vitale pulsante, l’intero sistema entrerebbe in crisi e si squilibrerebbe decadendo progressivamente verso il collasso di tutto l’ecosistema della ‘Conca’.

La distruzione della Piana, quella conseguente dell’intero Ecosistema e della biodiversità, produrrebbero l’asfissia progressiva di tutti gli abitati e degli abitanti stessi, tutti collocati intorno a quello che è divenuto il baricentro vivente dell’intero sistema.
Così l’aeroporto, sia con la sua presenza invasiva sia con la sua attività pericolosa ed inquinante nei confronti di tutti i cittadini della Piana più o meno direttamente sorvolati, diviene il fattore di morte di tutto il complesso e del sistema, distruttore inoltre del cuore verde di tutta la Città Metropolitana: un unico lago di cemento e di asfalto si salderebbe dalla Chiesa di Michelucci (ad ovest) fino a Rovezzano (ad est) per poi dilagare fino a Prato, a Scandicci a Lastra, a Carmignano e al territorio pistoiese
EVITATE di mettere a rischio letale un milione di persone, senza considerare turisti e pendolari per ragioni di lavoro, di compromettere una porzione essenziale dell’ Italia, e di degradare il patrimonio e la vita degli abitanti di tre città – Firenze, Prato, Pistoia – di borghi e paesi della Città Metropolitana.

A maggior ragione in quanto:
*La non approvazione dell’ aeroporto trova ulteriori pesanti motivazioni nell’ emergere di diffusi fattori limitanti dei territori della Piana e delle colline, che ne stanno riducendo drasticamente la bio-potenzialità.
*Queste dinamiche locali si inseriscono nella ormai accertata crisi sistemica della civiltà industriale basata sui combustibili fossili. Circostanza che, con il raggiunto picco di petrolio convenzionale, riduce il flusso di energia e imporrebbe, a esseri umani saggi e ad istituzioni lungimiranti, di rivedere in modo radicale (vale a dire alla radice) il sistema delle infrastrutture e dei trasporti, da un lato, e dall’ altro il superamento di produzioni di merci e di territorio basate sulla proliferazione del debito strutturale. Un debito che i centri finanziari, industriali e istituzionali contraggono, all’ insaputa degli abitanti, scommettendo su riserve e risorse naturali future che già da oggi non sono più disponibili a costi economici accettabili. L’ ethos di ogni possibile progetto di cura, manutenzione, anche di trasformazioni necessarie per le esigenze e i bisogni specificamente umani e dei territori, impone viceversa di favorire metabolismi virtuosi tra ambiente e economia, tra la struttura del territorio e coerenti infrastrutture non portatrici di impatti gravosi e dannosissimi.
*Il nuovo aeroporto con i suoi pesanti impatti ambientali e sanitari, si aggiungerebbe ad una conclamata situazione di crisi della ‘Conca’ a causa delle emissioni del traffico per il sistema autostradale – cui peraltro si aggiungerebbe la terza corsia dell’ autostrada Firenze/Mare -, degli inceneritori di Montale e di Baciacavallo (dando per scontato l’abbandono del nuovo inceneritore di Case Passerini) con il loro portato di diossine e di furani, e di altre fonti inquinanti di produzioni chimiche e tessili, degli effetti accumulati in ottanta anni di produzioni vivaistiche con uso di diserbanti e sostanze chimiche come il Glifosato che hanno compromesso le acque superficiali e sotterranee, rendendo tossici gran parte dei prodotti agricoli nel territorio pistoiese e pratese.
*Inoltre il volume di traffico aereo con il rilascio di gas, polveri e di carburanti in atterraggio e in decollo aumenterebbe i rischi sanitari in maniera esponenziale, in quanto la Piana Firenze, Prato, Pistoia complessivamente interessata dal traffico aereo – come Vi è noto – presenta per molti mesi dell’anno il fenomeno dell’ inversione termica che favorisce il ristagno di aria inquinata da polveri sottili e da particolati dannosi. Infine, a parte i persistenti problemi acustici per abitazioni e per il nuovo insediamento universitario, ci sono da considerare i rischi per la città di Firenze nel caso di manovre che obbligassero gli aerei a dirigersi verso la parte storica della città.

* per un utile “Atlante dei conflitti nella Piana Firenze Prato Pistoia” vedi http://www.perunaltracitta.org/speciali/atlante-dei-conflitti-nella-piana-firenze-prato-pistoia/

dalla Piana Firenze Prato Pistoia; Agosto 2018
Abitanti per AlterPiana

Prime adesioni in aggiornamento:
-Associazione Valdisieve e Vivere in Valdisieve
– Associazione V.A.S. ( Vita, Ambiente e Salute ), Prato
– Associazione Acqua Bene Comune, Pistoia
– Associazione “ ABC (Alleanza Beni Comuni )”, Pistoia
– Ambientefuturo, Lucca
– Comitato Campi No Nuovo Aeroporto di Firenze
– Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
– Coordinamento Comitati della Piana
– G.R.A.S.P. The Future Life Environment (Groups of Relational Action for
Solidarity and Participation)
– Medicina Democratica Firenze
– No Tunnel TAV, Firenze
– Orto Collettivo Travalle, Calenzano
– Per Un’ Altra Città, Firenze
– Presidio No Inceneritori-No Aeroporto
– “Un’ Altra Sesto è possibile”; Sesto Fiorentino
– WWF ITALIA Onlus, Il Delegato regionale per la Toscana
– ZERO Waste Italy
– Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Europe
– Gruppo Consiliare “L’ Altra Sambuca” di Sambuca pistoiese ( Roberto Fossi, Kelli Fronti, Franco Matteoni)

– Chi volesse aderire ci contatti

Il cemento non deve soffocare Firenze

Il cemento non deve soffocare Firenze

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Mercoledì 18 Luglio 2018 Proiezione video inchiesta “Smog con le ali”

Smog con le ali

Smog con le ali

PROIEZIONE della video-inchiesta “SMOG CON LE ALI” di Marco Amendola, sarà presente l’autore.

Dopo la proiezione continueremo il dibattito con un Assemblea a cui parteciparà anche il ricercatore Bigagli per aggiornare sul progetto “Noisecap” un esperimento di scienza partecipata sulla misurazione dell’inquinamento acustico tramite un app per cellulari.

Gli Aerei inquinano. Non è sufficiente per essere “contro” ma è sufficiente per discutere dei problemi e delle conseguenze del loro uso. Conseguenze colpevolmente ignorate e taciute per troppi anni e che oggi, di fronte a previsioni di crescita sovradimensionate e allarmanti, si impongono all’attenzione
degli abitanti, degli istituti di ricerca, degli operatori della salute. Da più parti viene analizzata l’ “impronta ecologica” del trasporto aereo con l’obiettivo di esplicitare i costi umani, ambientali ed
economici che grandi corporations e decisori pubblici continuano a minimizzare per garantire la socializzazione delle perdite e la privatizzazione degli utili che ha letteralmente fatto volare i profitti
del settore.
Gli aerei disperdono inquinanti come le auto; anidride carbonica CO2, Biossidi di azoto NOx precursori delle polveri sottili PM10 e PM2.5. Sostanze che hanno conseguenze sulla salute umana e
del pianeta che non possono più essere ignorate.
Perchè le amministrazioni sempre più frequentemente fermano il traffico nei “giorni neri” delle nanopolveri ma non gli aerei?
E’ coerente il tentativo di rendere “green e smart” i centri cittadini con car/bike sharing, con la nuova tranvia, con le pedonalizzazioni, ecc.. mentre si “spinge” per realizzare un aeroporto intercontinentale?
Sono cittadini di serie B quelli di Bologna intervistati nel video che, come a Firenze, subiscono da anni la realtà dei sorvoli ?
L’Inchiesta di Marco Amendola, condotta senza padroni o padrini, solleva molte domande a partire da una realtà già preoccupane come quella della Pianura Padana e dei suoi grandi aeroporti. Un realtà che può diventare un incubo ancora peggiore o trasformarsi in occasione di riscatto e cambiamento per i nostri territori, la nostra salute, il nostro lavoro.
Queso dipende da tutt@ noi! Fermarli è possibile e lo abbiamo dimostrato!

Presidio Noinc-Noaero

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