Giovedì 17 settembre 2020 Presidio sotto la sede di Alia

Presidio sotto la sede di Alia

Presidio sotto la sede di Alia

Vola la tari? Contro aumenti in bolletta e nocivita’ abbassiamola con le alternative!

Città come Firenze sono ad un bivio e il Covid19 ha portato al pettine le scelte politiche di questi anni.
Il Covid 19 ha fatto mancare a città turistiche come Firenze un bel po’ di ENTRATE derivanti dall’ imposta di soggiorno.
E’ inoltre crollato il giro d’affari della ristorazione:
ci si aspetta quindi che tali attività non siano più in grado di pagare alle casse comunali le stesse grosse cifre di TARI tariffa rifiuti come utenze non domestiche. In parte ciò potrà essere compensato da maggiori trasferimenti erariali (derivanti cioè dalle tasse pagate a livello nazionale) ma, se le risorse statali non saranno sufficienti i Comuni come Firenze dovranno scegliere:
ABBASSARE LE SPESE necessarie per la gestione dei rifiuti, intervenendo pesantemente sulla voce di costo più elevata ossia quella necessaria allo smaltimento del residuo non differenziabile (RUR) in discariche e inceneritori, eliminando i costosissimi sistemi a
cassonetto comunque declinati (interrati, a controllo volumetrico, stradali) e scegliendo sistemi diffusi di raccolta porta a porta e meccanismi incentivanti per chi produce meno RUR ( la tariffazione puntuale );
AUMENTARE LE BOLLETTE TARI per le UTENZE DOMESTICHE a tutti i
cittadini per mantenere le
attuali politiche di gestione rifiuti e chi ci guadagna.

I candidati Presidenti alla Regione Toscana Susanna Ceccardi e Eugenio Giani prefigurano invece una terza via:
AUMENTARE gli INVESTIMENTI PER REALIZZARE INCENERITORI (anche il progetto “waste to methanol” di ENI a Livorno lo è ) per realizzare l’autosufficienza regionale di smaltimento; per far questo i gestori dei rifiuti saranno costretti a ricorrere a forme di #indebitamento che, al netto di contributi europei, andranno a pesare ancora una volta sulle bollette dei rifiuti dei cittadini dei Comuni toscani.

Si tornerebbe comunque alla Strada con AUMENTO TARI delle UTENZE DOMESTICHE,
attraverso un percorso più lungo e con notevoli insidie sull’ambiente e la salute dei territori e delle comunità che dovrebbero accogliere i NUOVI INCENERITORI.

Siamo convinti quindi che la strada da percorrere sia la e ne abbiamo tracciato le direttrici nel Protocollo di Impegno
“Verso una conversione ecologica in Toscana”
che abbiamo chiesto di firmare ai candidati Presidente alle prossime elezioni regionali.
https://drive.google.com/file/d/1m5J06MyTZc5WmlZKFXsr-yNHf44layo0/view?fbclid=IwAR101e_Q9pjA9TZ9FTLb_5pCt9YMAUFmC8cbX8lHynDP4wgPaP5VqWLoVq0

Il protocollo è stato firmato da 5 CANDIDATI su 7, mancano all’appello i due principali competitors alle elezioni regionali; Eugenio Giani e Susanna Ceccardi a dire che, a maggior peso politico non corrisponde una visione moderna e sostenibile nella gestione dei rifiuti NÉ per l’ambiente NÉ per le tasche dei toscani.

E il sindaco di Firenze Dario Nardella nel frattempo come pensa di agire? In campagna elettorale 2019 prometteva una rivoluzione in 30 giorni … Ricordiamo che il Comune di Firenze presiede (nella figura dell’assessora Cecilia Del Re) l’AtoToscana Centro, ente aggiudicatore della gestione rifiuti nelle province di Firenze – Prato – Pistoia, e ne detiene la maggioranza relativa con circa il 18% di quota di partecipazione; d’altro lato il Comune di Firenze detiene circa il 59% della quote societarie di Alia spa ossia il soggetto aggiudicatario della gestione rifiuti. Siedendo in ruolo predominante da entrambe le parti del tavolo, non vi è dubbio che il programma di governo del Comune di Firenze vada ad incidere su tutto il settore rifiuti delle 3 province Firenze – Prato – Pistoia, inficiando in parte anche il lavoro ben avviato da realtà piccole e grandi, tra cui indubbiamente il Comune di Prato che, grazie all’estensione su TUTTO il territorio comunale della raccolta Porta a Porta, ha raggiunto percentuali di raccolta differenziata importanti (oltre il 70%) abbattendo drasticamente i propri costi di smaltimento del rifiuto residuo indifferenziato.

Se il sindaco di Firenze non avvierà un percorso analogo, la TARI metterà le Ali…
BASTA AUMENTI IN BOLLETTA !
BASTA PAGARE PER SISTEMI INEFFICIENTI, INQUINANTI E DANNOSI PER LA SALUTE!
FACCIAMO PARTIRE LE ALTERNATIVE PER CREARE LAVORO E RISPARMIARE!

Mamme No Inceneritore
Presidio No Inceneritori No Aeroporto
Zero Waste Italy
Centro Ricerca Rifiuti Zero Capannori
Coordinamento Provinciale Rifiuti Zero Livorno

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Giani un n’è arrivato…

Quel che c’eravamo prefissi l’abbiamo realizzato
son le 22,00 e a Padule Giani un n’è arrivato.
Eravamo più noi dei suoi sostenitori …
No Aeroporto
No Inceneritori

Giani farà un deserto e lo chiamerà sviluppo.

Giani farà un deserto e lo chiamerà sviluppo.

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Venerdì 28 agosto 2020 Presentazione del Protocollo di Impegno per i Candidati alle Elezioni Regionali

Protocollo di Impegno

Protocollo di Impegno

I Comitati popolari, le associazioni ambientaliste, i tanti gruppi di abitanti attivi in Toscana nella strategia RIFIUTI ZERO, da anni promuovono e portano avanti, principalmente per i residui domestici ma non solo, buone pratiche di riduzione, riutilizzo, compostaggio e riciclaggio dei rifiuti, anche attraverso raccolte differenziate efficaci.
Hanno sviluppato conoscenze decisive per ostacolare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, lo spreco di materiali e di materie prime in via di esaurimento, la distruzione degli ecosistemi locali.
Per questo da decenni si oppongono a una impiantistica obsoleta, costosa, dannosa per la salute umana e dei sistemi ecologici : inceneritori, discariche, coinceneritori, grandi impianti di combustione e di raffinazione.
In occasione delle prossime elezioni regionali che devono portare, a causa della conclamata crisi sistemica, ad una radicale svolta nelle politiche industriali, agricole, rurali e di uso del territorio; una svolta che ponga al centro le logiche ecosistemiche e relazionali nella cura del territorio, della cultura, della vita associata e dei sistemi insediativi, avviando sperimentazioni concrete di ‘economie trasformative’ sul piano ambientale e sociale, data l’ urgenza della conversione ecologica delle relazioni uomo-donna/ natura / società
PROPONGONO ALLE CANDIDATE/AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE TOSCANA
UN PROTOCOLLO DI IMPEGNO
PER
LA RIDUZIONE DRASTICA DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI, FORME DI RIUTILIZZO E DI RICICLAGGIO DUREVOLI E PER LA REALE E CONSAPEVOLE PARTECIPAZIONE DEGLI ABITANTI ALLE DECISIONI
INIZIANDO DALL’ ABBANDONO DELL’ INCENERIMENTO, DEL COINCENERIMENTO E DELLA DISTRUZIONE TERMICA DEI RIFIUTI PER LA PRODUZIONE DI COMBUSTIBILI E DI CARBURANTI
VENERDI’ 28 AGOSTO ORE 11.30
Caffè Letterario in piazza delle Murate, a Firenze (tra via Ghibellina e via dell’ Agnolo)
presentiamo ad organi di informazione con apposita conferenza stampa il
PROTOCOLLO DI IMPEGNO

Elenco aggiornato dei Coorganizzatori:

????️AlterPiana Firenze Prato Pistoia
????️Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero, (Lucca)
????️Associazione AcchiappaRifiuti, (Livorno – Pisa)
????️Associazione Acqua Bene Comune, Pistoia e Valdinievole
????️Associazione Alleanza Beni Comuni, (Pistoia)
????️Associazione Amici del Padule di Fucecchio, (Firenze – Pistoia)
????️Associazione Firenze, le Piazze degli anni ’70
????️Associazione Orto Collettivo Natura È, San Donato Calenzano (Firenze)
????️Associazione Piazza della Vittoria, (Firenze)
????️Associazione VAS ( Vita, Ambiente, Salute ) Onlus, (Prato)
????️Atto Primo. Salute Ambiente Cultura, San Gimignano (Siena)
????️Biodistretto del Montalbano, (Fi-Po-Pt)
????️Centro di Ricerca Rifiuti Zero, Capannori, (Lucca)
????️Circolo Legambiente, (Livotno)
????️Comitato Ambientale, Casale (Prato)
????️Comitato chiusura Inceneritore di Montale, (Pistoia)
????️Comitato ‘Collesalviamo
l’Ambiente’, Collesalvetti, (Livorno)
????️Comitato Difendiamo la Nostra Salute, (Prato)
????️Comitato fermiamo la guerra, Angelo Baracca (Firenze)
????️Comitato Firenzuola No Discarica “Il Pago”, (Firenze)
????️Comitato per il no all’inceneritore di Scarlino, (Grosseto)
????️Comitato Rifiuti Zero, (Arezzo)
????️Comitato Rifiuti Zero Cecina, (Livorno)
????️Comunità di resistenza contadina “Jerome Laronze”, Rete fiorentina di Genuino Clandestino
????️Confederazione Cobas
????️Coordinamento Comitati per la salute della piana Prato-Pistoia
????️Coordinamenro Provinciale Rifiuti Zero Livorno
????️CUB Toscana – Forum Ambientalista, Provincia di Grosseto
????️Gas Millepiedi, Empoli (Firenze)
????️”La Libellula” gruppo per
l’ambiente Valle del Serchio (Lucca)
????️Mamme No Inceneritore (Firenze)
????️Medicina Democratica Nazionale
????️Medicina Democratica, sezione Pietro Mirabelli, Firenze
????️“Obiettivo Periferia”, (Pistoia)
????️Presidio NoInc NoAero, Piana Fi-Po-Pt
????️Rete Valdisieve Verso Rifiuti Zero,
(-Comitato Valdisieve,
-Associazione Valdisieve,
-Associazione Vivere in Valdisieve)
????️TAT Movimento tutela ambiente e territorio Montefoscoli, (Pisa)
????️WWF Toscana
????️Zero Waste Europe
????️Zero Waste Italy

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Sabato 25 Luglio 2020 Assemblea regionale. Ore 16 presso il Presidio Noinc Noaero.

Assemblea Regionale

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80 mila mq di nuovo cemento tra Campi e Sesto. E’ questa la “spesa che puo’ cambiare il mondo”?

La Coop apre a Sesto F. il percorso di “informazione e ascolto” per la realizzazione del nuovo negozio nell’Area Ginori.
Come si può leggere qui: https://www.coopfirenze.it/areaginorisestofiorentino
Il Nuovo Negozio che sorgerebbe su un’area attualmente verde va a sostituire quello esistente del Neto di via Leopardi.

E’ assurdo che Coop dismetta un’area esistente e funzionante per costruire una nuova struttura aggravando il problema annoso e sempre piu’ urgente del consumo di suolo con sottrazione di verde urbano.

Coop: E’ ora di cambiare indirizzo non solo a parole !
Non serve ricordare oltre agli abitanti della Piana fi-po-pt la martellante campagna pubblicitaria dai cartelloni alle reti tv passando per i bus e i giornali locali fatta di richiami alla responsabilità ambientale. alla coscienza ecologica, al rispetto degli ecosistemi….

Alla scelta di Sesto si aggiunge la vertenza aperta a Campi dove Coop ipotizza la costruzione di un Nuovo Centro Commerciale sull’area verde di Via Palagetta stralciata dalla Giunta Fossi dallo stesso Parco della Piana.

Amministrazioni e Coop hanno sui nostri territori un rapporto ben noto che affonda radici profonde in una storia importante e grandiosa in cui le lotte per il lavoro, la terra e la dignità si sono coniugate con la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi senza i quali, occorre ricordarlo una volta di più, non c’è vita… prima ancora che ricchezza.

Se Oggi siamo ad una svolta epocale non basterà scriverlo sull’Informatore.

Comincia adesso a Sesto la fase di “informazione e ascolto” ?
Quando tutto è già pronto per i lavori e la variante già approvata ?
Quanti punti servono nella Tessera per poter mettere in discussione certe scelte ?

Le amministrazioni della Piana devono dare un segnale concreto di discontinuità col passato anche a costo di incrinare o rompere vecchi e assodati equilibri.

Nel baratro ci siamo già.
Bisogna uscirne e non succederà credendo ancora di “rilanciare” economie contrapposte alla salute, al clima, all’ambiente.

Diamo all'ambiente una nuova impronta.

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Sabato 27 Giugno 2020 Incontro No Inceneritori No Discariche

Incontro No Inceneritori No Discariche

Incontro No Inceneritori No Discariche

VI INVITIAMO ALL’ INCONTRO REGIONALE DEI MOVIMENTI, DELLE ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI NO INCENERITORI, NO DISCARICHE, VERSO RIFIUTI-ZERO, SU GESTIONE DEI RIFIUTI AMBIENTE E FUTURO PRESSO

L’incontro è volto ad organizzare tutti insieme una mobilitazione regionale a Livorno ed a stendere un documento condiviso per una gestione virtuosa dei rifiuti, nel segno del no agli inceneritori ed alle mega-discariche e verso rifiuti-zero.
La politica di gestione degli scarti in regione Toscana non accenna a cambiare. I vecchi impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani ormai ridotti a 4 (erano 9 all’inizio del 2000) continuano a bruciare risorse e a generare inquinamento. Nel contempo le enormi discariche regionali di Peccioli, di Rosignano e di Podere Rota continuano a costituire una barriera allo sviluppo delle buone pratiche di RD che in Toscana (e soprattutto nell’area fiorentina e del sud della Toscana) sono abbondantemente sotto la media nazionale del 58,2% registrata nel 2018. A dispetto di dichiarazioni retoriche crescono le volumetrie autorizzate per i conferimenti in discarica (vedi Peccioli e Rosignano). Non si vedono cambiamenti concreti per passare dall’era dei rifiuti (indifferenziati) all’era delle risorse (differenziate) e della vera Economia Circolare.
A queste arretratezze si va aggiungendo la minaccia dei tentativi della falsificazione tipica delle “pubbliche relazioni”, che fa passare come “ecosostenibili” modalità di trattamento dei rifiuti non testate industrialmente e fuori dalla logica della economia circolare centrata sul recupero dei materiali, miranti a fornire un ennesimo assist all’industria sporca. È proprio questo il caso della millantata “bioraffineria” ENI di Stagno (Livorno) che Rossi e la Regione Toscana sponsorizzano quale impianto per produrre “carburanti” dai rifiuti, esportati dalla provincia di Firenze, una volta sottoposti ad un inedito processo di gassificazione/catalizzazione e cioè di “riciclo chimico” dissipativo di risorse naturali quali acqua e ben lungi dall’essere stato codificato in un concreto progetto. Ancora una volta si assiste al triste spettacolo di una connessione tra i rischi ambientali, gli sprechi e l’avidità di gruppi di industria sporca e incentivata.
Ci sembra importante mettere in crisi la politica regionale su rifiuti e ambiente e pensiamo possa essere utile farlo proprio puntando il dito contro il progetto di impianto che ENI e le istituzioni locali considerano “il meglio della nuova economia circolare”. Sentiamo il bisogno di rafforzare i legami che tra comitati e associazioni abbiamo costruito in questi anni di vertenze e lotte diffuse sui territori.
Pensiamo che dal basso, indipendenti come sempre siamo stati dai giochi della politica, possiamo “sfruttare” i mesi della campagna elettorale regionale per dare voce a tutte le nostre lotte attraverso una campagna e una prima manifestazione con presidio a Stagno.
È gradita conferma all’incontro ai fini di una migliore organizzazione.

– Zero Waste Italy
– Centro Ricerca Rifiuti Zero
– Coordinamento Rifiuti Zero Livorno
– Ambiente e Futuro
– Mamme no inceneritore di Firenze
– Presidio no inceneritori no aeroporto Firenze
– Collesalviamo l’ambiente
– Coordinamento Comitati per la salute della Piana PO-PT

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Firenze è morta, che viva Fiorenza! Tutto quello che sta intorno all’inchiesta di Report

Il sistema economico Fiorentino basato prevalentemente sul turismo, si mostra in tutta la sua tragica fragilità. L’incapacità e la miopia politica non riuscirà a gestire la crisi generata dal Covid, perché concepisce la città come un insieme complesso di funzioni a servizio di affaristi, speculatori e gruppi di potere ma ha perso completamente di vista che la Città è prima di tutto una comunità di abitanti.

Nella Firenze Disneyland del Rinascimento immaginata da Renzi e Nardella, si è scelto la rendita immobiliare e la svendita del patrimonio pubblico, non regolamentando o favorendo cambi di destinazione, Airbnb e lasciando proliferare ristoranti e localini, per soddisfare i bisogni di un’orda di più di 20 milioni di turisti l’anno, si è scelto il nuovo Aeroporto di Peretola, si è scelto di impostare l’economia cittadina sulle tasse di soggiorno e le addizionali Comunali, con il risultato che la bolla è scoppiata e della Città è rimasto un cartonato, lo sfondo per le foto ricordo dei turisti che non arriveranno quest’anno.

La monocultura del turismo come tutte le monoculture porta con sé due rischi, il crollo della domanda e l’inaridimento dei territori per eccessivo sfruttamento, ecco Firenze vive entrambi questi crolli, una città distrutta e inaridita, una città abbandonata, sterile e capace solo di riprodurre la propria immagine riflessa, nel suo Centro Storico vuoto da quasi 4 mesi si mostra, tolta la cortina fumogena del chiasso dei villeggianti, la distruzione del tessuto sociale e di relazioni, via Calzaiuoli, via Roma, le “strade dei turisti” non sono molto più “vuote” di un anno fa, perché in quelle strade, in quei bar, in quegli spazi, tutto è vuoto, intatto, privo di vita, di storia vissuta, ogni giorno passano facce nuove nessuno col quale ci si possa riconoscere, fermare, parlare e raccontare, da anni mancano abitanti che vivono la città i suoi spazi i suoi punti di ritrovo, i bambini che giocano, mancano le scuole e i giardini; quei pochi rimasti, anziani e persone sole hanno passato la quarantena abbandonate per mesi in palazzi vuoti, senza nessuno attorno per interi isolati, una città spettrale, vuota, sorda e sinistra.

Le casse del Comune sono vuote, le strade e le case del Centro sono vuote, l’esperienza unica, il fascino dei vicoli, i quartieri cool, tutte le categorie dell’immaginario pompato dal marketing palazzinaro e mangereccio, che prometteva di far vivere per qualche giorno i turisti come dei veri residenti, in un luogo dove i residenti non esistono più, rappresentava solo la massima espressione di una pantomima.

Una messinscena per la quale ora arrivano i nodi veri al pettine, i lavoratori che attraversano le cucine e le stanze di albergo da pulire, sono a casa senza stipendi, i ristoranti in fallimento e un marea di immobili residenziali riservati ai turisti tramite le piattaforme digitali come AirBnb, a Firenze se ne contano più di 10mila, si è riversata sul mercato degli affitti, si riconoscono gli annunci, nelle foto si vedono gli asciugamani ripiegati sui letti e tavole apparecchiate, le foto ad effetto usate per abbindolare i turisti, e una triste, miope particolarità, la durata dei contratti proposta ”transitori per 1 anno al massimo”, come a dire pensateci voi che cercate una casa per le vostre famiglie, che avete arrancato per anni per trovare un alloggio decente a prezzi equi, a tappare il buco dei nostri business plan per degli investimenti che stanno andando a picco.

In tutto questo dovrebbero inserirsi le decisioni politiche, comprendere e vivere la complessità, moltiplicando i punti di forza. Come può essere giudicato un politico che non vede altro che il turismo come sviluppo sano della città, e cosa farà dal momento che questa marea di immobili sfitti e invenduti, inonderà il mercato e farà crollare i prezzi, con perdite insostenibili per i piccoli proprietari ma che i grandi gruppi immobiliari aspettano con intrepida pazienza sulle rive dell’Arno, pronti a mangiarsi definitivamente la Città?

Ci domandiamo soprattutto come potranno fare tutto questo gli stessi amministratori politici che hanno sistematicamente ripulito il Centro all’interno delle antiche mura di Firenze (se si esclude la strenua resistenza degli abitanti di San Frediano) dai suoi abitanti e dalle sue botteghe, dove da almeno 1000 anni vivevano e lavoravano i Fiorentini, e l’ha trasformato nel giro di 30 anni, in un enclave dove affaristi e ristoratori la fanno da padrone, un centro commerciale dove non nascono bambini, dove della storia di Firenze sono rimaste solo le costruzioni perché se ti affacci nei vicoli e nei bar, la storia dei Fiorentini, la loro essenza ed identità sono già state irreversibilmente distrutte e perdute.

La città deve essere risanata, come un terreno inquinato e inaridito avrà bisogno di cura e pazienza, due elementi che solo i nuovi abitanti di Firenze potranno mettere in campo per ricostruire la vita e l’identità della Città.

Dai 10mila alloggi Airbnb, agli affitti concordati e alle case popolari, dai ristoranti alle botteghe artigiane, dai turisti mordi e fuggi agli abitanti, alle nuove famiglie di ogni colore e qualunque lingua parlino, i nuovi figli di Firenze!

https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Svenditalia-cac7227e-80e4-4c91-b02b-dfa7760faf3d.html

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Difendiamo ambiente, lavoro e salute col riuso del patrimonio sanitario pubblico

Sosteniamo questo appello per una piana Firenze-Prato-Pistoia che metta davvero al centro la cura delle comunità e degli ambienti di vita.
Firma qui anche tu!
https://www.change.org/p/enrico-rossi-presidente-reg-toscana-appello-per-il-riuso-del-patrimonio-sanitario-pubblico-di-pistoia-abbandonato-in-vendita

L’emergenza Covid-19 ha tragicamente evidenziato tutti i limiti di una cattiva politica tesa ad applicare le logiche di mercato alla gestione del Servizio sanitario pubblico. La tutela della salute è stata subordinata a esigenze di bilancio, non sempre ben motivate e a volte dalla dubbia trasparenza.

L’aziendalizzazione del servizio sanitario ha comportato un preoccupante deterioramento del servizio stesso, reso ancor più evidente dall’attuale crisi epidemica. Ridimensionamento delle strutture sanitarie, chiusure di ospedali e riduzione dei posti letto, contrazione della medicina territoriale di base e della medicina preventiva, esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, precarizzazione e dequalificazione del lavoro sono il risultato di queste politiche disastrose che oggi siamo costretti ad affrontare.
Non dimentichiamo anche i notevoli sprechi amministrativi, nonostante gli annunci di efficienza economica, dovuti al moltiplicarsi delle figure burocratiche e dirigenziali delle Aziende sanitarie e alla gestione degli acquisti, non sempre trasparente e oculata.
La pandemia dovrebbe essere quindi l’occasione per rimettere in discussione le politiche sociali ed economiche sin qui seguite.

A Pistoia abbiamo subìto tutte le varie fasi della privatizzazione e della precarizzazione dei servizi sanitari, a partire dalla costruzione nel 2013 del nuovo ospedale San Jacopo, fortemente contestato sia per la localizzazione a ridosso dell’autostrada che per la realizzazione, poco funzionale e dispendiosa per la collettività.

Gli effetti di questa discutibile operazione sono stati l’abbandono, la demolizione e la vendita del patrimonio sanitario pubblico della città.
Facciamo riferimento al complesso dell’ex Ospedale psichiatrico delle Ville Sbertoli a Collegigliato e ai padiglioni dell’ex Ospedale del Ceppo nel centro storico.

Come sappiamo, in base agli Accordi di programma del 2015 e del 2019 stipulati dalla Regione Toscana, dall’ASL e dal Comune di Pistoia (ultime due amministrazioni), questo ingente patrimonio sanitario pubblico dovrebbe essere sacrificato per recuperare le spese della costruzione del nuovo ospedale, privando così la collettività di strutture essenziali per la tutela della salute e il miglioramento delle generali condizioni di vita.

Noi proponiamo al Presidente Enrico Rossi (Regione Toscana), al dott. Paolo Morello Marchese (ASL Toscana Centro) e al Sindaco del Comune di Pistoia, Alessandro Tomasi, di prendere in considerazioni le mutate condizioni ambientali e sanitarie per revocare la vendita di questo patrimonio pubblico, vera ricchezza della collettività, dei vecchi e nuovi abitanti della città, e di avviare un serio programma di riutilizzo sia per la diffusione dei servizi sanitari territoriali di base che per la realizzazione di residenze pubbliche, per alleviare le sofferenze di coloro che non hanno casa o non riescono a sostenerne i costi, che per individuare un sistema di aree verdi che migliorino la salubrità della città.

In particolare ci riferiamo ai 10 ettari del Parco delle Ville Sbertoli, che potrebbero essere utilizzati per sperimentare pratiche agroecologiche alternative a quelle potenzialmente tossiche diffuse nei vivai pistoiesi.

Finalmente si potrebbe dare attuazione agli esiti del percorso partecipativo del 2009 che prevedono nell’area “funzioni socio – sanitarie, strutture e servizi culturali, centri di formazione, luoghi per lo svago e per il tempo libero, foresteria e ostello, affidandone la gestione a soggetti del terzo settore che abbiano specifiche competenze”.
Nell’area dell’ex Ceppo proponiamo di non procedere oltre le attuali irresponsabili demolizioni (piastra operatoria e complesso del Piloto), di adibire a funzioni sociali e sanitarie l’ex Padiglione Nuove degenze, di cui è prevista la demolizione per un’edificazione discutibile “di tipo residenziale di alto livello qualitativo”, il Padiglione Lazzereschi, in vendita, e l’ex Convento di Santa Maria delle Grazie, da destinare a funzioni pubbliche non ben specificate. Di bonificare l’area risultante dalle demolizioni e di adibirla a Parco Urbano, dagli ampi spazi oggi sempre più necessari, seguendo anche quanto l’originario Piano Cervellati prevedeva per l’ex complesso ospedaliero, facilmente raggiungibile mediante attrezzati percorsi ciclopedonali.

La realizzazione di questo progetto di riappropriazione dei Beni Comuni da parte della collettività non è un’utopia, non si tratta di bei sogni irrealizzabili.
È necessaria una chiara volontà politica che i vari decisori dovrebbero responsabilmente assumere: questi sappiano che i cittadini sono ben attenti alle sorti del proprio ambiente di vita e alla tutela della salute collettiva, non mancano di memoria storica che sapranno sempre tener presente.

È necessaria una disponibilità di fondi che, paradossalmente, proprio durante questa emergenza, non dovrebbe mancare. Le risorse immesse nel sistema economico potrebbero essere utilizzate per creare le occasioni di un rilancio, seppur parziale, delle attività economiche in chiave pubblica ed ecologica.

Questo ingente patrimonio pubblico dovrebbe essere al centro di un Piano di Recupero che segni il passaggio dalle politiche dello sfruttamento e della speculazione a quelle del riequilibrio ambientale e sociale dei luoghi.

Colpa grave è non attuarlo.

Qui l’articolo:
https://www.perunaltracitta.org/2020/05/08/appello-per-il-riuso-del-patrimonio-sanitario-pubblico-di-pistoia-abbandonato-e-in-vendita/

Riuso del patrimonio sanitario pubblico

Riuso del patrimonio sanitario pubblico

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Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai…

ENAC ha fretta e i ministri De Micheli e Speranza eseguono, e Peretola al 4 Maggio è riaperto.

Mentre ancora siamo sconvolti per la mattanza nelle RSA e negli ospedali, dove i dispositivi di sicurezza hanno stentato ad arrivare per mesi e dove ancora si attendono i tamponi, mentre ancora non c’è un piano preciso di intervento sulla disponibilità di tamponi e test sierologici per i molti lavoratori che da lunedì 4 Maggio affollano le fabbriche; ma soprattutto dopo aver rincorso, aggredito, multato e criminalizzato semplici cittadini in spiagge deserte o parchi immensi con droni ed elicotteri.
Ecco che al Vespucci la volpe Carrai sfoggia kit prodigiosi, che dal terminal all’imbarco, prevedono un “triage” con termoscansione, vaporizzazione all’acqua ossigenata, colloquio sullo stato di salute, e supporto psicologico con test sierologico in 12 minuti, e poi via chiuso in un aereo senza distanziamenti con centinaia di persone nello stesso ambiente con aria condizionata.

Dichiara esplicitamente Carrai al Tg3 che l’obbiettivo è dare “la percezione psicologica che il volo sia sicuro”. Il resto dei lavoratori aspettano gli autobus dove si entra in 20 per volta, a scuola non si va fino a settembre, ma Carrai dispone di triage e test sierologici in 12 minuti, per il suo essenziale aeroporto dove si possono avere cose che i comuni cittadini non hanno e dove la sicurezza può anche essere soltanto percepita.

Questo è il programma di una cinica S.P.A. in un territorio dove su tutti gli altri aspetti della vita quotidiana si respira un aria di guerra e di crisi economica. Il cinismo di qualcuno che ha l’assillo di emulare il modello israeliano e citando l’aeroporto di Tel Aviv, ci porta in un paese dal quale in questo momento di pandemia e fragilità dei più deboli, arrivano denunce che la pratica ignobile di sputare sui palestinesi si è sta diffondendo sempre di più, e del moltiplicarsi di aggressioni dei coloni ad abitazioni e terreni palestinesi, nel silenzio legittimante di quel governo.

Il cinismo di chi pur sapendo che la sicurezza sanitaria su un volo è pura utopia, nessuno infatti parla più degli asintomatici, spinge la politica ed Enac a ratificare protocolli di (percezione) sicurezza soltanto per non perdere le compagnie aeree che operano su Firenze, nella convinzione che il mondo sarà ancora quello di prima del CoVid-19.La loro macchina deve tornare a macinare soldi, passeggeri e lavoratori sono solo pedine da usare per i loro interessi.

Il CoVid-19, è un enorme campanello di allarme globale per una crisi climatica che era già insostenibile, l’inquinamento dell’aria vettore del virus e principale causa di malattie respiratorie e cardiovascolari era già al centro della lotta ai distruttori dell’ambiente e usava esattamente le parole d’ordine che ci troviamo ad usare ora: la vita nostra e del pianeta dipende da come ci comportiamo, non possiamo giocare con la natura, usare, sfruttare, inquinare e distruggere il nostro ambiente di vita, non porterà che ad altri e più dannosi squilibri, questo è sotto gli occhi di tutti.
Per questo il mondo non dovrà essere quello di prima anche in riferimento al trasporto aereo, la cui ripartenza viene presa così alla leggera dai suoi gestori, che fanno finta di non sapere che proprio il trasporto aereo è stato il più grande vettore di trasmissione del virus ed ha trasformato una epidemia localizzata in una pandemia globale, ignorare questo fatto, è criminale.

E invece eccoli lì, il Gatto e la Volpe, Renzi e Carrai, ditta specializzata a cui dare le monete che sarà un vero affare, di loro ti puoi fidar… e che si faranno in 4 per te!
Vogliono ricominciare a spargere veleni e far finta che nulla sia successo e che tutto sia come prima..

Contro l’aeroporto e il suo mondo, noi sappiamo che la normalità era il problema!

Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai

Ma quanta fretta, ma dove corri dove vai

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Giù le mani dai soldi pubblici! Meglio una nuova corsia che una nuova pista!

Dall’incontro virtuale del 27 Aprile tra sindacalisti e Marco Stella di Forza Italia sono emerse idee davvero innovative.
– Dare ancora soldi pubblici alle compagnie aeree private.
– Realizzare il Nuovo Aeroporto di Firenze.

Sul nuovo Aeroporto non c’è mai stata “battaglia politica” perchè le maggiori forze politiche sono da sempre tutte d’accordo a “dirottare” soldi dai servizi pubblici agli interessi dei privati.
Abbiamo visto, al limite, la solita competizione tra sigle e fazioni in cui ognuno cerca di mostrarsi più bravo dell’altro nel portare avanti un progetto talmente infattibile e pieno di rischi che è stato bocciato da ben 2 tribunali.

E per loro sarebbe un traguardo da raggiungere !!!
\- Italia Viva lavora al “Piano Shock” di Renzi per Commissariare dall’alto del Governo tutte le Grandi Opere esautorando abitanti, cittadini e istituzioni locali che hanno vinto i ricorsi.
\\- Rossi e la Regione hanno avviato un nuovo iter autorizzativo il 23 Marzo con l’informativa preliminare della nuova variante al PIT (Piano di Indirizzo Territoriale )
\\\- Tutti giocano la carta “aeroporto” per il palcoscenico elettorale e anche “da destra” Marco Stella ha fatto la sua mossa. Era importante per evitare di dare ragione a chi dice che il CANDIDATO UNICO di destra e sinistra si chiama Eugenio Giani…

Un incontro virtuale e high-tech ma semplice nei contenuti e niente affatto innovativo.
La soluzione proposta è sempre la stessa: USARE I SOLDI PUBBLICI per le GRANDI IMPRESE PRIVATE.

Le argomentazioni sono davvero assurde e incoerenti:
– Da una parte sbraitano per ri-aprire Peretola come se la chiusura fosse stato un dispetto. Dall’altra ammettono una situazione di “stop dei voli” di cui vorrebbero approfittare per aprire i cantieri del nuovo aeroporto.

– Dicono da anni che “Firenze è un destino” del trasporto aereo, che bisogna fare un nuovo aeroporto per forza perchè le compagnie vogliono arrivare tutte qui e non a Pisa. Eppure si insiste per fare accordi commerciali e PAGARE le compagnie affinchè non si dirigano verso altri aeroporti.

Insomma; 150 milioni di euro Pubblici per il nuovo aeroporto di Firenze. Altri e non quantificati Soldi Pubblici per invogliare le compagnie aeree a venirci o restare.

Basta ! In questi anni hanno preso tanto e troppo !

Coi Soldi Pubblici sosteniamo i Lavoratori in crisi.
Tutti. Anche quelli del settore aereo colpito dalla crisi pandemica di Covid-19.
Come chiede anche l’appello internazionale:
https://stay-grounded.org/savepeoplenotplanes/#petition

Coi Soldi pubblici finanziamo la riconversione del lavoro in settori e attività sostenibili per far fronte ad un futuro che tra le poche certezze vede quella della crisi ecologica e climatica.

Coi soldi pubblici Sosteniamo la Sanità Pubblica.

Gli eroi, da noi, non devono per forza avere il mantello e
volare…basta la maschera(ina)

Giù le mani dai soldi pubblici

Giù le mani dai soldi pubblici

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